Le frontiere rimangono aperte

Sono molte le persone che di fronte al fatto della “chiusura” della Lombardia, sono perplesse di fronte al fatto che le frontiere rimangano aperte per chi lavora in Svizzera.

Chiesa e Marchesi, del partito dell’Udc, hanno intenzione di portare alle Camere (se si terranno le sedute ) la questione della chiusura delle frontiere: “Comprendiamo le esigenze dell’economia, ma c’è in gioco la salute”.

Essi infatti non sono d’accordo con la scelta svizzera di fare entrare a lavorare in Ticino i frontalieri italiani, dopo il decreto dell’Italia che chiude la regione Lombardia e altre 14 Province del Nord Italia.

E’ infatti molto alto oggi il rischio che il Coronavirus si propaghi sempre più.

Regioni chiuse in Italia

Nelle regioni chiuse in Italia definite zona rossa, si sono limitati al massimo gli spostamenti, tanto che si può entrare e uscire da tale zona solo per gravi motivi.

Le presone positive in tutta Italia sono 7’375, ci sono stati già 366 morti e 622 guariti.

“Questi dati oggettivi, uniti a quelli registrati in Ticino, sono sufficienti a evidenziare quanto è fondamentale far sì che la Confederazione Elvetica possa esercitare la sua competenza alle frontiere”, scrive il Consigliere agli Stati su fb.

Dice ancora “Solo chi è strettamente necessario al nostro Cantone e alla sua popolazione deve poter entrare sul nostro territorio. E restarci per evitare di diventare un vettore inconsapevole del virus. Penso in particolare agli addetti nel nostro settore sociosanitario e a poche rare altre eccezioni” e anche Franco Denti e la Lega concordano con tale affermazione.

Conclude poi ancora:“Fortunatamente molte ditte si sono già organizzate con il telelavoro. 70’000 persone che entrano ed escono tutti i giorni dal nostro Cantone e si dirigono in zone contagiate sono un rischio che non possiamo permetterci e a cui non vogliamo esporre la nostra popolazione. Comprendo le esigenze dell’economia, che comunque non vuole certo indebolire le misure a protezione dei ticinesi, ma qui vi é in gioco la salute pubblica di tutto un Cantone e non vi è alcun dubbio quale sia la strada da intraprendere”.

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