La penna Bic e la sua storia

La mitica Bic

Chi di noi non ha mai utilizzato la famosa penna Bic, che si trova praticamente in ogni scrivania di ufficio o astuccio di scuola.
Questa penna è una biro, o penna a sfera, realizzata interamente in plastica, con corpo trasparente e cappuccio del colore dell’inchiostro, e viene prodotta in quattro colori, nero, blu, rosso e verde, mentre nel modello Crystal anche in tante altre tonalità.

E’ una penna davvero semplice ma molto pratica, facile da portare con sè, dal costo molto economico, e che scrive anche molto bene.

Nel 2015 sono 70 anni che sono state inventate, e in 60 anni ne erano già state vendute 100 miliardi.

Le origini

Come per altri prodotti di uso quotidiano anche l’invenzione della penna Bic è successa quasi per caso, ed è la penna biro, che Lásló József Bíró, un giornalista argentino di origine ungherese ideò dope avere visto rotolare sul catrame fresco una pallina di acciaio.

Dalla sua intuizione si sviluppò così il primo prototipo della penna biro.
Siccome Bíró non aveva però i fondi necessari a produrre e commercializzare la sua invenzione, ne cedette i diritti a Marcel Bich, un barone francese che perfezionò il suo progetto e creò l’azienda Bic, nel 1945. Dopo 5 anni commercializzò anche la Bic Crystal.

Da allora la penna Bic è diventata uno strumento di scrittura diffuso in tutto il mondo e forse il più usato.

Curiosità

Questa penna ha anche delle particolarità come un foro sul suo dorso, per regolare la sua pressione interna. Senza questo un minimo cambiamento di pressione farebbe fuoriuscire l’inchiostro o darebbe un malfunzionamento nello scrivere.

Inoltre la penna Bic ha anche un foro sulla sommità del tappo, inserito solo verso la fine degli anni 80; il tappo è infatti la parte della penna che si tende più spesso a tenere in bocca, soprattutto da parte dei bambini e questo foro serve quindi per motivi di sicurezza, per evitare il soffocamento se il tappo venisse ingoiato accidentalmente.

Questa nota penna è una tra le più efficienti e può scrivere, su una immaginaria linea retta, fino a 3,2 km.

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